domenica 25 ottobre 2009

Squadra speciale Ghost

L'opera che propongo qui di seguito, di grandissimo impatto sia a livello visivo che di testi e dialoghi, riesce a coniugare in modo veramente egregio due delle mie più grandi passioni: la fantascienza e il fumetto.

















Di: Masamune Shirow
Editore: Star Comics
Collana: Storie di kappa (n. 117)
Anno di uscita: 2004
N° pagine: 352
Prezzo: € 9,50

Nel giugno del 2004 la Star Comics ha pubblicato in un unico volume sul numero 117 della testata Storie di Kappa Squadra speciale Ghost, l’opera a fumetti che ha consacrato lo sceneggiatore e disegnatore giapponese Masamune Shirow come il signore assoluto del cyberpunk a fumetti.
Questo manga che è apparso per la prima volta in Italia, suddiviso in otto episodi, nel luglio del 1992 sulla rivista Kappa Magazine, edita da Star Comics, è composto da 352 pagine.
Per questa edizione in volume di lusso poi, l’opera ha subito un nuovo adattamento rispetto all’edizione presentata su Kappa Magazine.
È stata inoltre completamente ritradotta e impaginata alla giapponese cioè con lettura da destra verso sinistra.
Il manga è ambientato nell’anno 2029 in un mondo che è ormai completamente informatizzato e in cui è disponibile la tecnologia per creare robot, androidi e varie protesi bioniche.
Per contrastare il crimine alla radice viene creata dal governo la squadra speciale ghost, dotata delle migliori tecnologie e formata da esperti, guidata dal maggiore Motoko Kusanagi e alle dirette dipendenze del primo ministro giapponese.
Sono loro a occuparsi dei casi di polizia più spinosi fino a quando il Marionettista, il più famoso tra i pirati informatici, riesce a sconvolgere il delicato equilibrio che permette l’esistenza di un team del genere.
La serie si compone di diverse avventure che non sono tutte collegate tra di loro.
Lo scopo dell’autore, raggiunto con incredibile maestria, è quello di mostrarci una possibile evoluzione tecnologico-informatica in un contesto prettamente militare.
Il fulcro è comunque il collegamento tra uomo e macchina, in una società dove è sempre più difficile capire dove finisce la macchina e inizia l'uomo.
Il manga, che presenta anche delle pagine a colori, è molto ben disegnato.
I personaggi principali, sono ben caratterizzati e anche l’ambientazione nella quale si muovono i protagonisti è molto credibile.
La storia, che presenta vari livelli di lettura, è tutto sommato lineare nel suo svolgimento: l’unica pecca è forse costituita dallo sforzo dell’autore di rendere credibile la trama eccedendo in particolari pseudoscientifici che possono risultare di difficile comprensione per un lettore che ne è a digiuno.
Proprio per questo motivo, Squadra speciale Ghost, non è una serie adatta a chi preferisce letture semplici o di puro intrattenimento.

sabato 3 ottobre 2009

Poliziotti di celluloide [1]

Per i miei affezionati lettori darò vita all'ennesima rubrica che fonde due delle mie passioni il cinema e il poliziesco parlando di volta in volta di personaggi di poliziotti protagonisti di film che mi hanno appassionato e divertito.

Piedone


Interpretato da Bud Spencer in quattro pellicole dirette dal bravissimo Steno, pseudonimo di Stefano Vanzina, a cavallo tra il 1973 e il 1980, il commissario Rizzo, meglio noto come Piedone per via della sua massiccia struttura fisica, è uno dei poliziotti più divertenti del filone della commedia all’italiana in voga negli anni ‘70.
Questo personaggio, che continua ancora oggi a vantare un nutrito numero di affezionati di tutte le età che non si perdono le apparizioni televisive dei film che lo vedono protagonista, contribuì in quegli anni a sdoganare ancora di più la figura di Bud Spencer famoso, oltre che per i numerosi lungometraggi realizzati in solitario, per il sodalizio stretto con l’attore veneziano d’origine tedesca Terence Hill, con cui ha costituito una delle coppie comiche più apprezzate del cinema italiano.
Dotato di una fisicità imponente, dovuta a molti anni di nuoto agonistico, Bud Spencer nell’interpretare le pellicole che hanno per protagonista il commissario Rizzo, un funzionario della polizia di Napoli apparentemente burbero ma dal cuore tenero, vi trasferisce molti standard che caratterizzavano la comicità dei film girati in coppia con Terence Hill.
Frequenti sono le scazzottate in cui c’è sempre lo stesso cast di attori destinato a prenderle.
Piedone infatti agisce disarmato ma, grazie ai cazzotti, riesce ad ottenere sempre quello che vuole.
Nonostante ciò tutto è ridotto a mera rappresentazione comica.
La violenza e la volgarità di cui, fino ad allora, si era servita fin troppo spesso la cosiddetta commedia all’italiana infatti è quasi del tutto abolita nei film di Piedone che, non a caso, sono destinati alle famiglie.
Inoltre è molto accentuato il contrasto del protagonista con altri fantastici interpreti che disegnano benissimo personaggi dai toni macchiettistici.
Indimenticabile, a tal proposito, la caratterizzazione, da parte di Enzo Cannavale, famoso attore napoletano di cinema e teatro, di Caputo, l’assistente passaguai del commissario.
Un ruolo fondamentale per il successo di questa serie di film è da attribuire anche alle location che fanno da sfondo alle avventure di Piedone.
Si passa infatti dalla bella e amena Napoli all’esotica Hong Kong e alla calda e polverosa Africa.
Questi ambienti hanno contribuito a dare a questi lavori un alone di internazionalità che ha fatto in modo che queste pellicole si discostassero dal cinema politico o dalle commedie che descrivevano, con dovizia di particolari, i vizi dell’italiano medio.
Infatti se da un punto di vista cinematografico i film di Piedone non sono che un miscuglio assortito di gag spesso scontate e di risse tutte uguali tra di loro, dal punto di vista della validità storica e di costume rappresentano forse una delle migliori testimonianze degli anni settanta, di un certo tipo di semplicità e di candido incanto che poi sarebbe stato spazzato via dai film del decennio successivo.
Alla luce di quanto scritto quindi, da appassionato di un certo tipo di cinema, mi auspico che film che abbiano per protagonista un personaggio come il Piedone di Bud Spencer , che gioca buona parte della sua comicità sul fisico, ma anche sul linguaggio e sull’azione, possano tornare ad uscire nelle sale cinematografiche italiane magari diretti da registi, come Steno, capaci di fondere comicità e satira di costume per dare vita ad opere spassosissime ma che fanno riflettere.