domenica 22 febbraio 2009

…sono sempre i migliori che se ne vanno… ADDIO DIRETTORE!

Un grave lutto ha colpito il mondo del giornalismo italiano! Si è spento stamani a 78 anni Candido Cannavò, storico direttore della Gazzetta dello Sport.

Candido Cannavò è morto stamattina, 22 febbraio, alle 8.48 alla clinica Santa Rita di Milano dove era stato ricoverato giovedì scorso in seguito di una emorragia cerebrale devastante che lo aveva colto proprio mentre era nella sede della Gazzetta dello Sport, in via Solferino a Milano.
Catanese di nascita, ha iniziato la sua carriera come giornalista sportivo nel quotidiano della sua terra, “La Sicilia”, dove ha scritto anche di società e costume, a diciannove anni.
Giornalista dall’autentica passione e rigore e dallo stile limpido e impeccabile, che lo ha portato a vincere numerosi premi, Cannavò ha affiancato il giornalismo ad un forte impegno a favore della sua terra, la Sicilia, preoccupandosi inoltre di realtà sociali problematiche come quella delle carceri e dei disabili.
Dal 1952 al 1955 ha ricoperto la carica di presidente del Cus Catania. Nel 1955 è stato ingaggiato come corrispondente da La Gazzetta dello Sport. Successivamente è diventato anche inviato speciale e tra le manifestazioni di cui si è occupato si ricordano alcuni Mondiali di calcio, ben 9 Olimpiadi e moltissimi Giri d’Italia e Tour de France.
Nel 1981 è diventato vicedirettore, poi condirettore e nel 1983 è succeduto a Gino Palumbo come direttore responsabile del quotidiano.
È rimasto in carica 19 anni, fino al 2002, quando è stato sostituito da Pietro Calabrese. Durante la sua carica, la Gazzetta dello Sport si è consolidata come maggiore giornale italiano, ha iniziato la pubblicazione del settimanale Sportweek e ha aperto il proprio sito web. È stato opinionista, sempre per la Gazzetta, e ha curato le rubriche “Candidamente” e “Fatemi capire”.
Per capire cosa ha significato la firma di Cannavò per il giornalismo italiano è doveroso citare quello che l’avvocato Gianni Agnelli ha scritto di lui: “Non sapremo mai ciò che la medicina ha perso (Cannavo sarebbe dovuto diventare un medico) ma sappiamo quanto ci ha guadagnato lo sport e noi con lui”.
A dare la notizia della morte il figlio Alessandro, anch’esso giornalista.
Oggi, per commemorare l’evento, un minuto di silenzio sui campi di calcio.

martedì 10 febbraio 2009

La Ballata della morte


Le vicende di queste ultime ore mi hanno riportato alla mente “La Ballata della Morte”, componimento di uno dei più grandi intellettuali italiani contemporanei, romanziere, poeta e sceneggiatore di fumetti, Tiziano Sclavi.
Alcuni versi di questa ballata di grande impatto, raccolta con altre nel libro dal titolo "Nel buio" del 1993, sono comparsi nelle didascalie delle tavole iniziali del numero 10 di Dylan Dog, nella foto in alto la copertina realizzata dal grande Claudio Villa, dal titolo “Attraverso lo specchio”.
Di seguito il testo:

La Ballata della Morte


Chi è colui così gagliardo e forte
che possa vivere senza poi morire
E da colei ch’è tutto, Madonna Morte,
l’anima sua possa far fuggire?
La Morte schifosa, la Morte lasciva!
La Morte! La Morte! La Morte che arriva!
La Morte, la Morte, dolcissima e amara,
la Morte che avanza nella notte chiara.
La Morte di pietra, la Morte di neve
la Morte che arriva con passo lieve.
La Morte che dona, la Morte che prende,
la Morte che ruba, la Morte che rende,
la Morte che passa, la Morte che sta,
la Morte che viene, la Morte che va.
La Morte che arriva con il suo dolore,
e avvolge ogni cosa con il suo fulgore.
La Morte regina senza scettro e corona,
La Morte! La Morte! La Morte in persona!
La Morte! La Morte! La Morte furiosa,
la Morte maligna, la Morte pietosa,
la Morte sicura, la Morte carogna,
la Morte che ha il muso di un topo di fogna.
Verrà la Morte e i tuoi occhi avrà
e la bellezza tua, vanità di vanità…
Verrà la Morte e porterà con sé
tutto il tuo impero, tutto, insieme a te…
Verrà la Morte e taglierà il legame
così sottile e forte, così bello e infame…
Verrà la Morte, sarà la tua coscienza,
è stata tua compagna in tutta l’esistenza…
Verrà la Morte, e a te che non sei niente
porgerà la mano, in mezzo all’altra gente……
e tu sarai il primo, come vorrà la sorte,
a danzare con lei la danza della Morte!
La Morte bizzarra, la Morte normale,
la Morte che viene a lenire ogni male
la Morte che vive, la Vita che muore,
la Morte! La Morte! La Morte nel cuore!
La Morte ha danzato, la Morte civetta,
la Morte ti ha scelto, la Morte ti aspetta!
La Morte trionfante, la Morte gloriosa!
La Morte! La Morte! La Morte tua sposa!
Verrà la morte e a te che non sei niente
porgerà la mano, in mezzo all’altra gente……
e tu sarai il primo, come vorrà la sorte,
a danzare con lei la danza della Morte!
Verrà la Morte, sarà la tua coscienza,
è stata tua compagna in tutta l’esistenza…
Verrà la Morte e taglierà il legame
così sottile e forte, così bello e infame!
La Morte che vive, la Vita che muore,
la Morte! La Morte! La Morte nel cuore!
La Morte! La Morte! La Morte furiosa!
La Morte trionfante! La Morte gloriosa!
La Morte bizzarra, la Morte normale,
la Morte che viene a lenire ogni male!
La Morte regina senza scettro e corona,
La Morte! La Morte! La Morte in persona!
La Morte, La Morte, dolcissima e amara,
la Morte che viene nella notte chiara.
La Morte schifosa, la Morte lasciva.
La Morte! La Morte! La Morte che arriva!
La Morte sicura, la Morte carogna,
La Morte che ha il muso di un topo di fogna.
La Morte ha danzato, la Morte tua sposa,
la Morte maligna, la Morte pietosa…


Un ricordo affettuoso ad una persona che non c'è più da due anni, mia madre, che commentando questa nota si sarebbe espressa così: ma è possibile che a 30 anni ancora tu non abbia smesso di leggere queste porcherie?